EEE@Erice

E’ un po’ sfocato e si legge male, ma quello che c’è scritto è che se la mattina del 7 dicembre scorso aveste fatto una passeggiata tra le affascinanti stradine di Erice (Trapani) avrete potuto incontrare circa 150 studenti, provenienti da 65 scuole sparse per tutta Italia che, divisi in gruppi, armeggiavano con certe strane “lanterne” con delle lucine rosse.

2017-12-30-PHOTO-00000379(Repubblica del 29/12/17)

Gli stessi studenti, con le stesse lanterne, li avreste potuti incontrare più tardi, nella stessa mattinata, accanto alle suggestive rovine del tempio di Segesta, o nel primo pomeriggio in riva al mare a Castellammare del Golfo.

In realtà quelle lanterne erano (sono) rivelatori di raggi cosmici abbastanza sofisticati, chiamati familiarmente, e con affetto, Cosmic Boxes. Sviluppati dalla sezione INFN di Torino nell’abito del progetto EEE, ci hanno consentito (eh sì, noi c’eravamo) di misurare il flusso dei raggi cosmici nelle tre località, che sono a quote diverse sul livello del mare.

Ne volete sapere di più? Potete chiedere a Beatrice Cristalli, 4I, o a Livia Guttieres, 4L :-)

Magari vi potranno raccontare anche del premio che abbiamo vinto…

EEE – Extreme Energy Events

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Il progetto EEE – La Scienza nelle Scuole consiste in una speciale attività di ricerca, in collaborazione con il CERN, l’INFN e il MIUR, sull’origine dei raggi cosmici, condotta con il contributo determinante di studenti e docenti degli Istituti Scolastici Superiori.

In ciascuna delle scuole aderenti al Progetto viene costruito un “telescopio” fatto con i più moderni e avanzati rivelatori di particelle (Multigap Resistive Plate Chambers, MRPC), da mettere in coincidenza tramite strumentazione GPS con i telescopi di altre scuole allo scopo di rivelare i muoni cosmici e gli sciami estesi, grandi anche quanto intere cittadine o più, prodotti dai raggi cosmici primari di più alta energia.

Ai ragazzi viene dato, inoltre, l’importantissimo compito della costruzione degli stessi rivelatori a partire da elementi di base, affinché si rendano conto di come si possa passare da materiali poveri a strumenti di altissima precisione. La costruzione dei rivelatori avviene nei laboratori del CERN, nei luoghi più esclusivi della ricerca più avanzata, che vengono resi a tale scopo accessibili ai ragazzi.

Attualmente risultano operative o prossime all’operatività tutte le stazioni realizzate (50) presso le scuole ed è in corso l’acquisizione dati volta, in particolare, alla ricerca di eventi coincidenti tra stazioni vicine e stazioni lontane.

Il sito del progetto è qui.

 

Per informazioni a scuola rivolgersi alla prof.ssa Sartogo.